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Sono nata a Milano, dove risiedo, nel 1962. Al termine del corso triennale di illustrazione, all'Istituto Europeo di Design, ho lavorato come illustratrice free-lance per diverse agenzie di pubblicità e alcune riviste. In seguito mi sono appassionata di decorazioni di interni e di mobili da recuperare. 

Espongo presso uno studio di pittura sui Navigli e, per i ritratti, collaboro con una galleria d'arte sempre a Milano.

Dicono di me:

"Equilibrio ed eleganza. Sono questi i tratti tipici della produzione di Anna Pluda, il cui sguardo sul mondo in ogni suo lavoro viene definito chiaramente da una positività e da un ottimismo che, lungi dall'essere infantile, è espressione invece di una forza matura e prorompente, delineante un universo chiaro e sorridente, in nome di un Bene che si oppone a qualsiasi forza contraria e negativa.

Da una parte abbiamo gli assemblaggi di frammenti di rami su tela, ciascuno la riproduzione di un bosco, di una sensazione primordiale, riferimento alla sostanza di cui sono fatti gli uomini. Dall'altra parte abbiamo le mezzetinte a matita, ritratti prevalentemente di persone, cani o gatti, di un realismo incredibile, tanto da sfiorare la rappresentazione fotografica, soprattutto nell'espressività degli sguardi. Al centro il mondo delle illustrazioni ad acquerello, rivolte a storie per bambini, caratterizzate da un afflato poetico che ricorda sia il mondo naturale delle sue tele sia l'incanto magnetico delle mezzetinte. Il cuore del lavoro della Pluda risiede nel mondo naturale, in una comunione con gli elementi che le permette non solo di riordinare la materia inerte secondo la sua volontà estetica ma anche di far respirare i suoi ritratti con un'emozione vibrante capace di commuovere l'animo e di invitarlo ad una riflessione armonica sulle forze della Vita.
La grazia che si respira nei suoi lavori ha una connotazione femminile ben marcata, densa come è di quella forza primigenia fatta di Natura e Famiglia, di Mondo e di Generazioni. Questa forza si presenta, tra l'altro, con una semplicità e umiltà che dalla commozione quasi conducono all'esperienza religiosa, alludendo come alludono all'armonia universale fatta di suoni dolci e movimenti delicati: un bambino che osserva le nuvole passare in cielo, un albero che danza ad una leggera brezza primaverile, il sorriso in uno sguardo che ci ipnotizza e piega alla sua volontà positiva."

Alessandro Baito - Galleria Spazio E

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